Assunta Vanacore

Buongiorno a tutti.
Come mi piace ripetere sono una storica dell’arte che non si prende troppo sul serio. Lo dico perché i miei colleghi sono spesso spocchiosi e anziché avvicinare il pubblico al mondo dell’arte, che appartiene a tutti e non a pochi eletti, fanno scappare molti a gambe levate.
Confesso che anche a me è capitato di scappare e mi capita tutt’oggi, perché troppe volte mi sento inadeguata per quel mondo, fatto di tanta bellezza. Questa sensazione di inadeguatezza non è dovuta soltanto al fatto che la cerchia degli storici dell’arte è così ristretta, che a volte sembra soffocarti, ma principalmente è riconducibile alla società in cui viviamo, che fa apparire inadeguato o addirittura scorretto chi vuole fare economia con i cosiddetti beni culturali. Perché, soprattutto in Italia, la cultura va regalata e così chi vorrebbe vivere di parole, di pensieri, di ragionamenti sull’arte è costretto invece a donarli.
Io quando posso lo faccio con la pagina Arte a piccole dosi, che ho creato da poco. E allora mentre regalo il mio sapere, un po’ a destra e un po’ a manca, mi barcameno nei lavori più disparati: sono stata orgogliosamente un’amministrativa per non poco tempo. Ero riuscita a farmi piacere anche quel lavoro, perché pure io credo nella filosofia dell’amico Vincenzo Moretti del lavoro ben fatto, il lavoro che fai bene per far stare bene prima te stessa, per essere fiero di te e poi per il tuo datore di lavoro.
Mi hanno insegnato che anche se l’azienda non è tua, tu devi lavorare come se lo fosse, perché se la tua azienda è prospera, anche tu ne avrai dei benefici. Per questo nelle mie diverse esperienze di lavoro rivolgendomi all’esterno ho sempre detto “noi”, lasciando credere a molti che fossi la figlia del titolare. Applico questo piccolo principio anche al mondo dell’associazionismo che pure frequento da tempo.
Mi spendo molto per le associazioni di cui faccio parte: le faccio diventare un po’ mie, così sono sicura che riuscirò a dare il massimo. Perché intendiamoci per me anche il volontariato è un lavoro, non retribuito, ma comunque un lavoro è e se fatto bene porta via un sacco di energie.
Ed eccomi al video che ho deciso di postare, si riferisce all’ultimo lavoro ben fatto a cui mi sto dedicando, mio figlio.
Quello di mamma il lavoro più faticoso che ho fatto fino ad oggi, ma mi sta dando le maggiori soddisfazioni. Qui sto provando ad addormentarlo, con la ninna nanna che credo accomuni tutte le mamme. Noi la cantiamo tutte, perché siamo un po’ fiere di ripetere “ma tu sei la mamma e non dormi mai”, volendo dire a noi stesse, per farci forza, che nonostante non dormiamo mai, perché quando ci sono i figli seppure si dorme, non si dorme mai veramente, riusciamo a fare sempre tutto con amore e con il sorriso. In questo momento è la famiglia la mia piccola azienda che mi impegnerò a far crescere nel miglior modo possibile, perché è realmente mia e per poter dire un giorno di aver portato avanti un lavoro ben fatto. Il più importante.
#lavoronarrato

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